10 domande frequenti sulle casseforme a telaio per pareti (seconda parte)

1

Dopo aver visto le prime 5 domande sulle casseforme a telaio per pareti completiamo con la seconda parte di domande.

Scoprile con noi!

6.- Quanti mq di casseforme per pareti si possono trasportare con un bilico?

La quantità di metri quadrati trasportabili con un bilico dipende dal parametro peso/volume dell’insieme del carico. Tale parametro varia a seconda del tipo di casseforme per pareti, ovvero delle misure del telaio, del peso e della modalità di carico. Indicativamente, un bilico caricato completamente può ospitare tra i 250 e i 280 mq di casseforme per pareti (e relativi accessori).

Ten frequently asked questions about wall formwork

7.- Che accortezze devo tenere in considerazione se si getta con calcestruzzo SCC?

Il calcestruzzo autocompattante (Self Compacting Concrete) ha la caratteristica di essere più fluido rispetto agli altri tipi di calcestruzzo normalmente utilizzati in cantiere. Viene utilizzato nei casi in cui si desidera ottenere una finitura del calcestruzzo molto curata, o nei casi in cui si voglia evitare il procedimento di vibrazione del calcestruzzo, per motivi di altezza di getto, di tempistiche o di poco spazio tra i ferri di armatura (leggi calcestruzzo SCC).

Quando si utilizza questo tipo di calcestruzzo, è bene porre molta attenzione alle pressioni di getto agenti sulle casseforme, in quanto la maggiore fluidità implica un notevole aumento di tale pressione, che si avvicina molto a quella idrostatica. In caso di altezze di getto elevate, tanto da superare le pressioni ammissibili dalla cassaforma a telaio, si possono porre in atto le seguenti azioni:

  • Diminuire e controllare la velocità di getto secondo quanto indicato dal produttore delle casseforme;
  • Rinforzare le casseforme per pareti.

8.- Quanti mq di casseforme per pareti posso movimentare con la gru?

La quantità di pannelli movimentabili con la gru dipende da due fattori:

  • Portata della gru nel punto di movimentazione;
  • Peso dei pannelli

Pertanto il conto è semplice: occorre solo verificare che il peso dei mq di pareti che si vogliono sollevare sia minore della portata del mezzo di sollevamento in quel punto.

Occorre fare attenzione a due aspetti:

  • Attenzione alla portata della gru nel punto di movimentazione: più ci si allontana dal basamento, più si abbassa la portata del mezzo.
  • Movimentare i pannelli sempre con due ganci di sollevamento: la sicurezza durante la movimentazione deve essere sempre prioritaria.

 

9.- E’ possibile utilizzare vibratori esterni a parete?

Sì, per la compattazione del calcestruzzo i vibratori a parete sono un’alternativa possibile ai classici vibratori ad ago. Sono però da tenere in considerazione i seguenti punti:

  • Richiedono una progettazione ad hoc, in quanto occorre studiare il posizionamento, la quantità e la movimentazione degli apparecchi durante il getto.
  • Hanno un costo superiore rispetto al classico vibratore ad ago.
  • Richiedono un impianto di aria compressa (se si utilizzano i vibratori pneumatici) o un impianto elettrico di potenza sufficiente (se vengono utilizzati quelli elettrici).
Ten frequently asked questions about wall formwork

10.- Ogni quanto tempo occorre cambiare il manto fenolico?

Anche in questo caso il cambio del manto fenolico della cassaforma a telaio varia a seconda dell’utilizzo che viene fatto, e dell’obiettivo qualitativo che si vuole avere nel getto.

Da cosa dipende la durabilità del manto fenolico?

  • Dallo spessore del manto stesso, che solitamente varia tra i 15 mm e i 18 mm.
  • Dal corretto utilizzo e dalla corretta applicazione del disarmante prima di ogni getto. Se non viene applicato bene si rischia di strappare gli strati del manto a contatto con il fenolico, danneggiandolo anche in maniera vistosa.
  • Dalla cura con cui viene movimentato il pannello in cantiere: a volte i manti vengono danneggiati da colpi accidentali che creano squarci o addirittura veri e propri buchi.
  • Dalle condizioni di stoccaggio in magazzino: attenzione a non lasciare i pannelli fermi per mesi in luoghi umidi o esposti alle intemperie: questo potrebbe generare un eccessivo assorbimento di acqua nel manto, o un evidente essiccamento del legno (sotto il sole).

Ingegnere Edile, collabora con il Gruppo Alsina da quasi 17 anni. È System Manager di Sistemi Modulari e collabora con il dipartimento di digitalizzazione e miglioramento, continua a sviluppare applicazioni per il gruppo Alsina. La sua carriera professionale comprende la gestione e l'accompagnamento di progetti a livello internazionale.
Alejandro Pardo Medina
Latest posts by Alejandro Pardo Medina (see all)

    Vuoi sapere di più? Contattaci!

      Ruolo:

      *Campi richiesti

      Articoli correlati